La voce dei Ragazzi
della CTD Punto Giovani nella giornata mondiale dello lotta alla droga

Chi ha conosciuto la droga ed i problemi che ad esso si accompagnano (od ai
quali molto spesso seguono) ne parla mal volentieri perché è un argomento che
proprio fa male. Fa male rammentare a sé stessi di non essersi dati il tempo di
capire cosa davvero stesse succedendo... Fa male ricordare di non aver mai
portato a conclusione nulla... d'aver lasciato tutte le cose a metà... Fa male
dover raccontare d'essere arrivato al punto di non sapere più né chi sei né cosa
vuoi... e che per soffocare tutto questo hai avuto bisogno della droga. Fa male
dover riconoscere che da soli non si va da nessuna parte e che da soli la
tossicodipendenza non si supera.
Si lo so cosa stai pensando... che qualcuno ha manipolato i miei pensieri... che
qualcuno mi ha fatto "quello che anch'io fino a ieri avrei definito lavaggio dei
cervello"... ma ti assicuro che non è affatto così... che ciò di cui sto
provando a parlarti è la mia vita, la mia paura... La paura...
... quella di dover buttare via la maschera che mi sono dovuto costruire per
affrontare questo mondo... quella che ho dovuto indossare per non far mai
trapelare la mia sofferenza... quella che mi sono costruito perché gli altri non
vedessero la mia solitudine.
Si, solitudine... probabilmente la stesso che senti tu che stai leggendo... o
forse la stesso di tua madre e di tuo padre che ora stanno leggendo la mia
lettera...
Già... i tuoi Genitori... quelli che tante volte hanno sofferto per te e coloro
che tante volte hanno contribuito (loro malgrado ed inconsapevolmente) alla tua
personalità ed alle tue difficoltà. Solitudine...
Non mi è mai piaciuto dover ammettere di sentirmi solo... figuriamoci dirlo a
mamma e papà... dirgli di aiutarmi, sostenermi nel superamento di questi miei
disagi, di queste mie difficoltà, di questa mia malattia,
Si perché io sono malato esattamente come tanti... (so che potrebbe suonare
acido il termine malattia, ma è un dato di fatto)...
Lo accetto? No! E durissimo accettare d'essere malati ... Ma se lo accetti,
saprai anche di poter essere curato .... Se lo accetti saprai anche veramente
cosa vuoi dire sentirsi libero, sentirsi "vivo".
Un tempo credevo che la
droga fosse come il famoso 'paese' di "Alice',... il paese delle meraviglie.
Oggi so che posso trovare queste stesse "meraviglie" nelle cose che faccio
quotidianamente, negli odori che sento ogni giorno, nelle persone che incontro.
Facile? No! E' difficilissimo "guardare le terre di sempre con occhi nuovi", ma
ci sto provando... sto provando a fidarmi... e soprattutto ci sto credendo.
Sto finalmente credendo che quando tendi una mano c'è qualcuno pronto a tendere
la sua. Sto finalmente credendo che aiutarsi è vanto e non danno; sto credendo
in me... e non mi succedeva da anni...
E se ci sto credendo è anche soprattutto perché i miei familiari mi sono
accanto... hanno smesso di vergognarsi e sono usciti allo scoperto... hanno
chiesto aiuto insieme a me. Stiamo imparando a comunicare, a condividere ed
anche a scontrarci ma in modo differente dal passato, in modo più adulto. E'
difficile lo so, ma ci stiamo riuscendo noi perché non potreste anche voi? Non
c'è stato bisogno di nessuno bacchetta magica dunque, ma solo di aiuto e di
disponibilità. Abbiamo chiesto aiuto - io ed i miei familiari - al SerT e dopo
ad una Comunità ... inizialmente io ero contrario, pensavo che questi posti
altro non fossero che "centri di restrizione" ... ma poi ho compreso che non è
così. Avete presente quando date un giudizio negativo prima ancora di aver
assaggiato una pietanza? Spesso Vi sbagliate .......